LA STORIA

300 metri quadrati: su questa superficie grande, ma relativamente piccola in termini assoluti, il lavoro febbrile ed appassionato di una decina di volontari ricrea, da oltre 35 anni, una autentica magia. Come se potesse disporre di una bacchetta fatata il Gruppo di Cavallermaggiore fa scaturire negli spazi del salone di San Michele un mondo pieno di devozione, religiosità, tradizione, sentimento: il Presepe Storico. Non si tratta di un allestimento qualunque, ma di una Natività straordinaria nella sua unicità e particolarità, che è forse uno degli elementi che hanno attirato maggiormente le migliaia e migliaia di visitatori che ogni anno hanno onorato con la loro presenza e la loro attenzione i tre mesi di intenso impegno necessari a mettere a punto l’ambientazione.Ed ecco allora il Presepe Storico di Cavallermaggiore, sempre fedele a sé stesso, eppure sempre diverso, che ci aiuta a ricreare l’atmosfera inconfondibile della festa, che ci invita a riflettere sul mistero della nascita di Gesù bambino, facendoci compagnia nelle settimane che precedono e che seguono il Santo Natale. E’ stato così fin dagli inizi, quando più di 30 anni fa il gruppo di volontari originario decise di “dar vita” al primo presepe con delle meravigliose statue che non erano più utilizzate da tempo presso il vecchio oratorio della chiesa di Santa Maria della Pieve. Qualche anno più tardi, l’allestimento venne spostato nel nuovo oratorio, dove fu abbinato ad una bellissima mostra di presepi dal mondo. A causa di difficoltà organizzative, poiché ogni anno occorreva montare e smontare tutte le strutture, i volontari si spostarono, infine, nel vecchio salone di San Michele. Era il 1989 e, da allora, il Presepe storico non ha più cambiato casa.Qui vennero collocate le straordinarie statue donate alla Parrocchia verso l’anno 1900 dal canonico Mercandino. Sulla base di studi condotti da esperti di arte piemontese, si possono catalogare suddividendole in due gruppi: il primo è costituito da statue in legno alte 60-65 cm, curate fin nei minimi dettagli ed in ottimo stato di conservazione: l’artista che le realizzò non tralasciò nulla: dagli abiti, agli utensili, agli occhi realizzati in vetro, alla proporzione delle membra.
Il secondo gruppo comprende statue sempre in legno, risalenti all’Ottocento, di altezza inferiore (40-45 cm), meno curate e dall’intaglio grezzo.A partire dal 1989, gli appassionati cavallermaggioresi iniziarono a curare con grande realismo l’ambientazione. Il paesaggio, che varia sensibilmente di anno in anno, riproduce gli scenari della Palestina di Gesù, accostandoli a scorci dove si riconosce chiaramente il nostro Piemonte, in una commistione culturale realizzata con grande rispetto. Montagne maestose si alternano a dolci colline e pianure attraversate da ruscelli, fiumi, stagni e cascate; stradine in pietra o in ghiaia solcano il territorio, che si può osservare da molteplici punti di vista, mai banali, mai ripetitivi, ma fonte costante di scoperte e prospettive inedite. Alla luce dei vari momenti della giornata o nell’oscurità della notte (ricreate grazie ad un apposito sistema) si svolgono le “attività” delle statue: il gruppo più recente (risalente, come detto al XIX secolo) è stato dotato, nel corso degli anni, di movimento: lavandaie che fanno il bucato, pescatori intenti a catturare la loro preda, cacciatori che rosolano sul fuoco la selvaggina, contadine che fanno il burro e mille altre commoventi figure conferiscono al paesaggio un dinamismo inaspettato. Il visitatore è coinvolto da questo spettacolo, attraversa il percorso di visita, che si snoda tra gallerie, anfratti, ponti, lasciandosi cullare da questa autentica magia, che fa tornare alle tenerezze dell’infanzia. Negli ultimi anni, grande attenzione hanno ricevuto anche le case che punteggiano i pendii del Presepe storico: i volontari le hanno ricreate in modo mirabile, prendendo spunto dai ricordi e dai caratteri della nostra civiltà contadina. Il Presepe Storico di Cavallermaggiore è visitabile nel periodo delle festività per una ventina di giorni. Impressionante la mole di visitatori che attrae; le cifre parlano di 25.000 all’anno, provenienti da ogni regione d’Italia, ma anche dalla Francia e dalla Germania.

 
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